Porta della Memoria nella Loggia del Municipio

L’artista gemonese Ercole Emidio Casolo ha realizzato la “Porta della memoria” creando delle tavole bronzee nel 2006, in occasione del trentesimo anniversario del terremoto che nel 1976 colpì il Friuli.

Gemona divenne tristemente nota in tutto il mondo come la “capitale” del terremoto e oggi è esempio di resilizienza e modello di una “ricostruzione riuscita”, grazie ad un recupero esemplare per partecipazione di popolo e operato delle Istituzioni, conosciuto nel mondo come “Modello Friuli”.

Ercole Casolo, anche storico e profondo conoscitore degli eventi della città, è riuscito in quattro formelle, otto diciture e otto paraste, a narrare una storia lunga dieci anni, che ci racconta con dovizia di particolari artistici la successione dei fatti: dalla distruzione alla ricostruzione.

La scelta di collocare l’opera nella loggia del Municipio è ovviamente simbolica: una porta che conduce alla Sala Consiliare del Comune di Gemona, luogo di “regia” per la ricostruzione gemonese, che è anche la porta che attraversano tutti per entrare in quella che è la nostra “casa”.

Quando ne avrete l’occasione fermatevi ad osservare l’opera e il suo percorso della memoria:
▶️ prima dicitura in alto a sinistra: “6 maggio 1976: la catastrofe” rappresentata nella sottostante formella, nella quale si vedono molte “croci” rese dalla sovrapposizione delle travi e delle vittime a terra. Il dolore viene espresso dalla figure umane che anch’esse, nella simbolica famiglia che si abbraccia stretta sulle macerie, si sono unite nella disperazione, delineando una croce. La seconda dicitura è un omaggio agli Alpini: “Nelle tende col cuore alpino”;

▶️ prima dicitura in alto a destra: “Frane, macerie e il cupolone” e la triste immagine dell’esodo raffigurata nella formella e ripresa nella frase sottostante “La replica sismica e l’esodo”;


▶️ prima dicitura in basso a sinistra ci ricorda gli anni nelle baraccopoli e la ripartenza delle fabbriche “Le baraccopoli e gli opifici” e i due luoghi simbolo “Il municipio e l’ospedale” con immagini, nella formella, di persone operose impegnate nella ricostruzione della città;
▶️ prima dicitura in basso a destra racconta l’opera di ricostruzione con “1986: le prime case e il duomo” e per concludere “2006 si riedifica sul colle”; la formella mostra sulla sfondo una Gemona in fase di ricostruzione con la popolazione festante che rientra.

👉 Le otto paraste, elemento architettonico verticale inglobato nella porta, rappresentano ognuna 50 croci, per un totale di 400 croci, in memoria delle vittime gemonesi del sisma.

Si ringrazia per la collaborazione Elio Bellina.

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