Il Lago Minisini e il Monte Cumieli

Percorso: Borgo Molino, 204 m – Lago Minisini, 210 m – cime del Monte Ercole, 306 m – cima del Monte Cumieli, 571 m – Sella di Sant’Agnese, 430 m – Casa Cum,356 m – Ospedaletto, 207 m

Tempo di percorrenza: 4 ore

Difficoltà: E

Il Lago Minisini, caratteristico stagno in fase di impaludamento, e il Monte Cumieli, piccola altura dalla cima arrotondata, costituiscono le mete di questo itinerario di grande suggestione. Imboccata a sud di Ospedaletto una strada sterrata, non prima di aver fatto visita all’unico mulino conservatosi lungo la Roggia di Gemona (struttura e interni sono stati restaurati dopo il terremoto e ora ospitano il Centro di educazione ambientale ‘Mulino Cocconi’), sarà un lento procedere tra colli boscosi e conche prative, elementi inconfondibili della più tipica morfologia glaciale. La depressione maggiore è occupata dal bacino lacustre dove prevalgono il cariceto a Cartex elata e il canneto a Phragmites australis. Luogo di riproduzione per gli anfibi, l’area umida si dimostra pure un’importante stazione di svernamento e di passo per l’avifauna acquatica. È il Monte Cumieli a sovrastrare questo paesaggio ondulato e armonioso.

La sua forma a “dorso di cetaceo” è la prova tangibile dell’intensa azione erosiva esercitata fino a 10.000 anni fa dal ghiacciaio del Tagliamento, che in questo punto superava gli 800m di altezza. Gli stessi massi erratici presenti in cima all’altura furono abbandonati dal ghiacciaio. Molti di questi sono calcarei e presentano le forme tipiche del carsismo, altri più scuri provengono da rocce estranee alla zona e testimoniano del lungo trasporto di cui sono stati oggetto. Sulle ripide pareti rocciose esposte a sud, al riparo dai venti settentrionali, compare una flora termofila ricca di elementi mediterranei. È il caso di Pistacia terebinthus e di altre specie di penetrazione orientale, cui si accompagnano importanti endemiti come Spiraea decumbens e Anthyllis montana jacquinii.

Dalla strada militare che taglia il versante occidentale del Cumieli si possono osservare per un lungo tratto gli strati di roccia che formano il rilievo. Calcari selciferi, marnosi e oolitici, di un’età compresa tra 180 e 70 milioni di anni, tracce fossili, piccole faglie rappresetano in successione i tanti capitoli di un libro aperto perfettamente decifrabile. Numerosi sono i punti panoramici sulla piana di Gemona, le Prealpi Carniche, l’Anfiteatro morenico del Tagliamento. L’ambito è ricco di vestigia antiche e di testimonianze della storia recente. Secondo Tito Miotti, la cima del Cumieli conserva i resti di un castelliere preistorico. Su due propaggini dell’altura vennero eretti a distanza di secoli altrettanti fortilizi a protezione del territorio sottostante: la sommità del Monte Palombar fu sede nell’Alto Medioevo di un castello (restano le tracce della torre); in corrispondenza del Monte Ercole venne costruito all’inizio del Novecento un forte corazzato, ancora oggi in buono stato di conservazione. Facilmente raggiungibile è pure la Chiesetta di Sant’Agnese risalente al XII secolo, dove l’omonima sella separa il Cumieli dal Monte Chiampon.

Testi a cura dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese.

Print Friendly, PDF & Email