Il Monumento ai Caduti in Piazza del Municipio a Gemona del Friuli

I caduti gemonesi della prima guerra mondiale furono oltre trecento.

Di un monumento alla loro memoria da porre in piazza Vittorio Emanuele II, di fronte al Municipio, si discusse a Gemona del Friuli fin dal 1919, finché nel settembre 1920 venne indetto un concorso regionale, al quale parteciparono una ventina di artisti.

Vinse il progetto di Aurelio Mistruzzi (1880-1960)

Mistruzzi, allievo a Udine di Luigi De Paoli, ne assimilò lo stile neo-classico. Stabilistosi nel 1908 a Roma, vi frequentò corsi di perfezionamento nell’arte scultorea e nella medaglistica d’arte.

Realizzò per il palazzo municipale di Udine le statue allegoriche esterne e si distinse per i sepolcri realizzati in varie parti d’Italia e per i monumenti ai caduti che scolpì in Friuli.

Il monumento di Gemona del Friuli venne inagurato il 18 giugno 1922.

E’ costituito da un’ara e da un gruppo scultoreo in bronzo. La prima, in pietra d’Istria lavorata dai marmisti gemonesi Giuseppe Elia e Albino Tuti, reca la dedica Gemona ai suoi figli caduti per la Patria.

La scultura raffigura una madre che guida la mano del figliolo verso l’ara dei caduti.

Il basamento a gradoni è in pietra piacentina e riporta i versi di Giacomo Leopardi, tratti dall’ODE ALL’ITALIA:

La vostra tomba è un’ara; e qua mostrando

Verran le madri ai parvoli le belle

Orme del vostro sangue.

L’opera di Mistruzzi è un bell’esempio della trasformazione del culto dei morti rispetto all’epoca delle guerre del Risorgimento, ove spiccavano le individualità eroiche. Ciò che conta ora è valorizzare il sacrificio della massa, dei senza nome caduti per la Patria. E’ a questi ultimi, non al singolo soldato, che la madre indirizza la memoria affettuosa del figlio.

Il restauro è stato realizzato nel 2018 anche grazie al contributo della Fondazione Friuli.(Testo tratto dalla targa presente in Piazza del Municipio a lato del Monumento ai Caduti)

(Testo tratto dalla targa presente in Piazza del Municipio a Gemona del Friuli a lato del Monumento ai Caduti)

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