Il Castello di Gemona

Il Castello di Gemona del Friuli e i suoi giardini

Il castello di Gemona - ph. Ufficio IAT
Il castello di Gemona – ph. Ufficio IAT

Percorrendo il viottolo denominato “Salita dei Longobardi”, divenuto ora anche “galleria fotografica” con immagini storiche della città, si giunge al Castello, le cui origini risalgono probabilmente a un castelliere (XI-X secolo a.C.) e a un successivo fortilizio celtico trasformato poi dai Romani in
castrum con postazioni di avvistamento e di segnalazione.
Fortificato sotto il dominio longobardo, verso i primi anni del nuovo millennio fu ricostruito dai Signori di Gemona, divenendone la residenza; in età comunale ospitò la dimora del capitano patriarcale. Nel 1381 era però già pericolante e subì gravi danneggiamenti con il terremoto del 1511.

Fino al 1976 rimanevano visibili la torre centrale (torre campanaria o dell’orologio, con la “campana della Comunità” del 1784) e i resti della torre sud-occidentale. Una terza torre era stata ristrutturata e recuperata nel 1800 e fino al 1967 era adibita a edificio carcerario.

Castello di Gemona, cartolina (si ringrazia Renderworks)
Castello di Gemona, cartolina (si ringrazia Renderworks)

Dopo una lunga attesa e a seguito dei lavori di recupero a breve gemonesi e visitatori potranno nuovamente accedere al maniero in cui anche i lavori di ricostruzione rappresentano occasione di interesse e di attrazione per le particolari metodologie adottate.

La visita ai giardini è sempre possibile: oltre alla tranquillità di serene passeggiate tra le altane, dalla parte più alta del colle (m. 305) si può godere di una vista mozzafiato che ripaga della fatica per la salita. Davanti agli occhi si apre un magnifico e grandioso scenario naturale formato, da nord a sud, dalla Sella Sant’Agnese, dal gruppo del Sernio, che si intravede dietro il monte Cumieli di Ospedaletto, dal massiccio isolato del San Simeone, dal monte Brancot tra Bordano e Trasaghis, dal Corno, dal monte di Ragogna e dai colli morenici di Susans, San Daniele, Buja e Artegna. Di fronte appare l’ampia vallata alluvionale del Tagliamento con la Rocca di Osoppo, mentre alle spalle dello spettatore s’alzano le creste del monte Cjampon e i ripidi spalti del sistema Glemine-Cuarnan. La vista spazia poi verso i tetti della città, dai quali sbucano la torre campanaria e il magnifico Duomo di Santa Maria Assunta.

Un grazie per la collaborazione a Gabriele Marini e Mauro Vale
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