Cenni storici

Mappa di Gemona del Friuli – 1770 Da: Notizie di Gemona di G.G. Liruti – 1771

Gemona del Friuli, le origini e la storia

Città di origine preromana è menzionata da Paolo Diacono nell’Historia Langobardorum, per essere uno dei castelli che nel 611 furono fortificati dai Longobardi contro gli Avari invasori.

Fu “libera comunità” con propri statuti già dalla fine del secolo XII.

Sotto il principato ecclesiastico (Patria del Friuli) del Patriarca di Aquileia, feudatario del Sacro Romano Impero Germanico, nei secoli XIII e XIV, grazie anche alla sua favorevole posizione geografica, Gemona prosperò con l’espansione delle attività commerciali, artigianali e finanziarie.

Risale infatti al Duecento il privilegio del Niederlech, la fonte principale di benessere, che riservava a Gemona il ruolo di snodo dei commerci internazionali con l’obbligo della sosta per una notte delle merci in transito e del cambio dei carriaggi: grandi e capaci se destinati alle strade delle regioni italiane, piccoli e più leggeri per le strade di montagna che conducevano ai territori dell’Europa centrale. E con le merci dovevano fermarsi i conduttori e i mercanti e i loro animali, con soddisfazione di locandieri e osti, stallieri e maniscalchi, cambiavalute e artigiani e di quanti altri potevano esser coinvolti nell’assistenza ai passaggi di mercanti o pellegrini.

Dal passaggio della Patria del Friuli alla dominazione veneziana (1420) l’economia cittadina subì una flessione lenta ma inarrestabile, aggravata nel XVIII e XIX secolo dalle imprese napoleoniche e, successivamente, dall’emigrazione.

Solamente alla fine dell’Ottocento e agli inizi del nuovo secolo, dopo l’annessione del Friuli ex veneto al Regno d’Italia e la realizzazione della ferrovia da Udine al confine di Pontebba, a Gemona si poté registrare qualche segnale di sviluppo che tuttavia si bloccò con la Grande Guerra e fu completamente spento dall’autunno del 1917, con l’invasione degli eserciti imperiali austro-ungarico e tedesco, fino alla fine del conflitto e oltre.

Si dovrà attendere la fine della seconda Guerra mondiale per vedere, con la ricostruzione, qualche timida ripresa, consolidata poi con il boom economico italiano e l’avvio, anche nell’Alto Friuli, di realtà industriali – che hanno saputo affermarsi ben oltre gli ambiti regionali –, commerciali e di servizi.

Diventata tristemente nota in Italia e nel mondo come la città più colpita dal terremoto del 1976 per lutti e distruzioni, Gemona è divenuta la “capitale” della straordinaria ricostruzione friulana mettendo in atto un recupero esemplare per partecipazione di popolo e operato delle Istituzioni, conosciuto come “modello Friuli”, per il quale la nostra città viene oggi unanimemente indicata quale simbolo di rinascita dopo una catastrofe.

Oggi molti sono i turisti e i visitatori che ne vengono a scoprire le bellezze storico-artistiche e naturalistiche, a praticare sport a contatto con la natura e a vivere le numerose manifestazioni che vi vengono organizzate.

Un grazie per la collaborazione a Gabriele Marini e Mauro Vale
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